Vi raccontiamo a puntate la storia del Campionato Europeo di Calcio Femminile – Anno1984

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Dal 6 al 31 luglio in Inghilterra si disputerà la tredicesima edizione del Campionato Europeo di calcio femminile. Questa manifestazione era in calendario ad 7 luglio al 1 agosto 2021 ma, a seguito della pandemia Covit-19, è stato posticipato di un anno per lasciare spazio ai Giochi della XXXII Olimpiade ed al Campionato Europeo di calcio maschile. Sono sedici le formazioni partecipanti con un cambio dell’ultima ora; al posto della Russia, sospesa per la guerra Russa-Ucraina, è stata ripescata il Portogallo.

Le sedici squadre sono state sorteggiate in quattro gironi e le prime due classificate, di ogni girone, accederanno ai quarti di finale. L’Italia di mister Milena Bertolini è stata sorteggiata nel girone A con Galles, Svizzera eTurchia.

Augurando alle Azzurre di poter difendere al meglio la maglia che indossano, comincio da questo numero, a narrarvi le precedenti dodici edizioni soffermandomi sul comportamento delle varie formazioni Azzurre.

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Prima puntata:

Nel 1982 l’U.E.F.A. decise di organizzare un campionato europeo di calcio femminile per nazionali, con il nome di “European Competition for Women’s Football”. Fu deciso che l’edizione del campionato europeo doveva vedere la fase finale nel 1984.

Betty Vignotto (foto Collezione Luca e Lamberto Bertozzi)

Nel periodo 1982-1984 le sedici nazioni partecipanti disputarono una fase di qualificazione in cui furono divise in quattro gruppi, con gare di andata e ritorno. La vincitrice di ogni gruppo veniva qualificata alle semifinali; semifinali e finale venivano disputate tramite scontri a eliminazione diretta con gare di andata e ritorno.

Le regole del torneo vedevano le partita della durata di 70 minuti; i tempi supplementari, se necessari della durata di 20 minuti; eventuali calci di rigore se l’incontro si chiudeva in parità. Inoltre ogni allenatore aveva a disposizione due sostituzioni tra le atlete portate in panchina.

L’Italia fu sorteggiata nel Gruppo 3 in compagnia di Francia, Portogallo e Svizzera.

Le azzurre, allenate da Enzo Benedetti, iniziarono la loro avventura in Francia, precisamente a Valence il 30 ottobre 1982. I precedenti parlavano nettamente in favore dell’Italia: tre vittorie nelle tre partite disputate in precedenza contro la Francia. Ma la gara andò in maniera diversa, le ragazze italiane troppo sicure di se stesse, rimasero deluse al termine degli ottanta minuti di gara, dovendo lasciare alle francesi la gioia di aver ribaltato le previsioni. Una rete, realizzata al 28′, dalla transalpina  Musset decise la contesa a favore delle padrini di casa.

Questo il primo tabellino della storia italiana agli Europei:

FRANCIA: Colombier, Paulhac, Annequin-Plantagenet, Sidibe, Ryckeboer-Charrier, Loisel, Constantin, Saunier, Wolf, Musset, Farrugia (56’ Bailly). – All. Coché.

ITALIA: Cassani, Lanfranchi, Mariotti, Furlotti, Perin (36′ Boselli), Ferraguzzi, Morace (55′ Cunico), Mega, Vignotto, Secci, Golin. – All Benedetti.

Arbitro: Nyssengger (Svizzera).

Carolina Morace (foto Collezione Luca e Lamberto Bertozzi)

L’Italia aveva la possibilità, dopo due settimane, di cercare di riabilitarsi a Genova, dove ospitava il Portogallo, reduce anch’egli di una sconfitta ad opera della Svizzera2-0. Grazie a una bomber eccezionale, Betty Vignotto, attaccante del Gorgonzola, autrice di una tripletta e dimostrandosi calciatrice di assoluto livello internazionale. L’Italia cancellava così la prova negativa precedente. Dominio assoluto, ottima prova della sedicenne vicentina Cunigo e solito contributo di esperienza di Ferragutti, giunta solo poche ore prima della partita dal Belgio, dove giocava professionista nello Standard Liegi. Buona anche l’affluenza del pubblico con oltre 10.000 paganti.

La terza partita del nostro Europeo vedeva andare in scena il retour match contro la Francia. Il 24 aprile 1983 era Vicenza ad ospitare le ragazze di Benedetti. L’Italia, al termine di una prova perfetta, se l’aggiudicava cfon un punteggio che non ammetteva discussioni 3-0. Subito era la Vignotto che, finalizzando un lungo e preciso lancio della Secci, dopo soli otto minuti, batteva la Colombier con un preciso diagonale. Passavano solo sedici minuti e l’Italia raddoppiava. Punizione battuta da Secci, perfetto colpo di testa della Ferraguzzi e pallone in rete. Al 57 minuto l’arbitro, lo Jugoslavo Matovinovic, fischiava un inesistente rigore a favore dello ospiti. Sul dischetto si presentava Sidibe ma il suo tiro terminava sul fondo. Due minuti dopo altro rigore, questa volta a favore dell’Italia a seguito di un fallo subito dalla Morace, Betty Vignotto non sbagliava e portava le azzurre sul 3-0 finale.

Ferriana Ferraguzzi (foto Collezione Luca e Lamberto Bertozzi)

Meno di un mese dopo, il 22 maggio 1983, a Lugano, l’Italia si misurava contro la compagine che, sulla carta, era la formazione più solida del girone. Su di un terreno pesantissimo, al limite della praticabilità, dopo soli otto minuti, era Carolina Morace a portare in vantaggio le azzurre. Una Svizzera deludente non riusciva a riportarsi in parità e, a tre minuti dal termine del secondo tempo, la solita Vignotto arrotondava il punteggio a nostro favore.

Quando mancavano solo due gare al termine del girone la classifica era la seguente: Italia 6 (4 gare), Francia 6 (5 g.), Svizzera 4 (4g.), Portogallo 2 (5 g.). 

Il 24 giugno, a Oporto, sconfiggendo le padroni di casa del Portogallo l’Italia si portava al comando del Gruppo 3, solo la matematica concedeva una remota chanche alla Francia, seconda in classifica. 

Anche in questa gara si assistette ad un’inarrestabile Italia, con Morace, Vignotto e Bonato in forma eccezionale. Le reti azzurre furono realizzate, manco a dirlo, da Betty Vignotto; la prima al 24′ quando riceveva, in area, un pallone deviatoli di testa dalla Bonato, Betty lo controllava e con un perfetto rasoterra batteva imparabilmente il portiere Seombra. Passavano soli tre minuti e su un preciso passaggio sulla trequarti campo della Bontacchio, Betty si impossessava della sfera, entrava in area, si liberava con un abile finta di un’avversaria e lasciava partire un gran bolide che batteva per la seconda volta il portiere portoghese. Alcuni tentativi di reazione da parte delle ragazze di casa non davano alcun frutto a seguito dell’attenta difesa italiana imperniata sulla Ferraguzzi. A dieci minuti dal termine, su un rapido capovolgimento di fronte, le azzurre ebbero la possibilità di portare a tre le reti. Azione della Vignotto che crossava per la Morace che si esibiva in una splendida rovesciata che sorvolava di poco la traversa ma che infiammava il pubblico.

Il 17 settembre, allo stadio Flaminio di Roma, sotto un cielo coperto con violenti scrosci di pioggia ed al cospetto di soli 5.000 spettatori, il maltempo che imperversava sulla capitale aveva tenuto lontano il grande pubblico, la formazione azzurra allenata da Benedetti otteneva il pass alla fase finale della manifestazione. La “vittima” delle azzurre era la Svizzera che veniva liquidata con un perentorio 2-0. Dopo soli due minuti era la Morace a sfiorare la rete del vantaggio, vantaggio che arrivava al noni minuto su azione della stessa Morace che effettuava un lunghissimo cross su cui si avventava, di testa, la Vignotto deponendo la sfera alle spalle del portiere Meyer. Al 23′ un duetto Morace-Vignotto, il braccio e la mente della nazionale azzurra, eseguono un preciso triangolo al limite dell’area con pallone tra i piedi della Betty nazionale che, dopo aver aspettato l’uscita della Meyer, la trafiggeva con un preciso tocco di interno destro. L’Italia pagava la sua qualificazione con l’uscita dal campo in barella della Bonato, al 58′, per sospetta frattura di una costola.

Questa la classifica finale del girone: Italia 10, Francia 7, Svizzera 5, Portogallo 2. Capocannoniera della fase eliminatoria Betty Vignotto con 10 reti.

Essendosi aggiudicata la vittoria nel Gruppo 3 l’Italia dovette affrontare, in semifinale, la vincente del Gruppo 1 ovvero la Svezia.

La prima partita di semifinale venne disputata a Roma l’8 aprile, davanti a diecimila spettatori tra cui il Sindaco di Roma, l’Assessore allo Sport della capitale e dall’allenatore della Roma calcio Niels Liedholm. In questa gara le prodezze di Betty Vignotto e Carolina Morace non bastarono. Le nostre azzurre si dimostrarono più furbe ma, purtroppo, le svedesi erano molto superiori fisicamente. La prima parte della gara si chiuse con l’Italia in vantaggio per 2-1 grazie alla rete della Morace (18′) e della Vignotto (31′) per contro le svedesi trovavano la via della rete solo su autogol da parte della Furlotti (21′). Nella ripresa le ospiti prendevano il sopravvento e prima la Sundhage di etsta (50′) poi la Borjesson con un rasoterra (59′)capovolgevano il risultto e si imponevano per 3-2.

Il ritorno venne giocato il 28 aprile a Linkoeping, in una giornata quasi estiva su di un terreno molto accidentato davanti a circa 6.000 spettatori. La prima occasione di rete era a favore dell’Italia con una fuga della Furlotti sulla destra che terminava con un cross a favore di Carolina Morace che, dopo un abile controllo, lasciava partire un gran tiro che il portiere svedese Leidinge era abile a deviarla sulla traversa. Due minuti dopo erano le padroni di casa a passare in vantaggio grazie ad un tiro potente e preciso, da fuori area, della Sundhage che si insaccava sotto la traversa. Immediata reazione delle azzurre e su suggerimento della Mega, la Vignotto sfiorava il palo con la palla che terminava sul fondo. Al rientro dagli spogliatoi l’allenatore Benedetti cambiava l’assetto della squadra, mossa che dava i suoi frutti al 50′ quando Carolina Morace, su cross di Betty Vignotto, di piatto destro batteva Arnesson, che aveva sostituito tra i pali la Leidinge. Svezia-Italia 1-1. I sogni delle azzurre di poter centrare la vittoria erano però frantumati dall’arbitro norvegese Haugen che convalidava una rete alla Sundhage, dopo che la stessa giocatrice aveva commesso gamba tesa ai danni della Langella. La partita terminava con la vittoria della Svezia per 2-1 ma le azzurre uscivano a testa alta da questa prima edizione della Coppa Europa. 

Eva Russo (foto Collezione Luca e Lamberto Bertozzi)

Nell’altra semifinale, che vedeva in lotta Inghilterra e Danimarca, il passaggio alla finale fu ad appannaggio delle inglesi che si imposero in ambo le gare (2-1 e 1-0). La finalissima vide affrontarsi Svezia ed Inghilterra che vinsero le relative partite casalinghe con il medesimo risultato di 1-0. A Göteborg rete di Sundhage; a Luton con rete di Curl e per assegnare la coppa furono necessari i calci di rigore, rigori che decretarono il titolo di Campioni d’Europa alla Svezia per 4-3.

Queste le presenze delle azzurre in questa prima edizione della coppa:

8 Ferraguzzi, Furlotti, Mariotti, Vignotto.

7 Bontacchio, Marsiletti, Morace, Secci.

6 Bonato, Cunico, Mega, Russo.

4 Perin.

2 Boselli, Carta, Cassani, Lanfranchi, Langella.

1 Canzi, Giovannini, Golin, Sogliani,  Venuto

Reti realizzate 15: Vignotto 11, Morace 3, Ferraguzzi 1.

Reti subite 6: Russo 5, Cassani 1.

Lamberto Bertozzi

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