L’importanza della lingua materna

Un collegamento su zoom

La scuola di Lingua Albanese a Bologna è iniziata nel 2019 con il nome di “Gjuha Shqipe” e con un numero ridotto di studenti.

Ovviamente ci sono state delle difficoltà iniziali, nel senso che cercare di aprire una scuola di madrelingua in un paese dove si è immigrati, non è per niente facile, in quanto non avendo il sostegno da nessun organo istituzionale, bisogna fare tutto in maniera volontaria. 

E’ stata dura e difficile, perché non avevamo e non abbiamo ancora oggi un luogo adeguato per effettuare le lezioni.

Personalmente l’idea di aprire un corso di lingua albanese è nata dopo aver lavorato come mediatrice con bambini minorenni non accompagnati che arrivano in Italia e, soprattutto a Bologna e provincia, e come assistente di lingua italiano/albanese, successivamente mi sono chiesta “Perché i nostri figli non imparano la lingua albanese”? 

Mi sono messa a collaborare con la presidente della “Associazione degli Insegnanti in Italia” e la presidente mi ha registrato nel database dell’Associazione degli Insegnanti. Poi ci è stato reso possibile l’utilizzo dell’ufficio dell’azienda “Edil Virruto srl” in Via Tibaldi a Bologna. 

Le lezioni si svolgevano una volta alla settimana. 

Questo percorso si è interrotto per la pandemia a fine febbraio 2020. 

Ad ottobre 2020, ho riaperto la classe e le lezioni con più di 13 bambini iscritti, grazie ai nostri impegni il numero dei bambini è aumentato, quindi un ruolo importante è stato svolto da genitori e figli e questo ci ha fatto sentire più positivi e soddisfatti, in quanto probabilmente avevamo trovato la chiave giusta poiché sono stati i genitori ad interessarsi e a chiedere loro stessi di iscrivere i bambini alla lezione.

Immediatamente dopo la consegna dei libri di testo, l’insegnamento è iniziato online, e in fin dei conti l’anno 2020-2021, sebbene in condizioni difficili, è stato un anno fruttuoso per quanto riguarda il livello e gli obiettivi raggiunti dai bambini, nonostante non si fosse organizzato per niente la lezione in presenza. 

Comunque, l’aumento dell’interesse dei genitori e dei bambini per imparare la lingua è stato probabilmente per noi una spinta in più, un motivo aggiuntivo per il raggiungimento degli obiettivi prefissati come scuola, anche per il futuro e per la continuità dell’insegnamento della lingua albanese a Bologna e provincia. 

Inoltre, come scuola, siamo stati autorizzati a donare libri di testo bilingue “albanese-italiano”, in base all’età dei bambini partecipanti (livello 1 o livello 2, bambini da 6 a 14 anni).

La donazione dei libri e il metodo dell’insegnamento on-line, danno i loro frutti, ma la voglia è quella di, appena si potrà, tornare in classe.

In questi 2-3 anni abbiamo fatto diverse attività culturali ed artistiche, come ad esempio:

-la festa di 1 Giugno “Giornata Internazionale del Bambino” in Albania. 

In occasione della festa, i bambini sono stati presentati e intervistati da una tv albanese e durante la presentazione i bambini hanno anche recitato ognuno una filastrocca o poesia inerente alla festa stessa.

Un altro evento riuscito e che ci rende orgogliosi di averlo organizzato è sicuramente la nostra presentazione a Bologna nel seminario del 7 novembre dove erano presenti insegnanti da tutta Italia, rappresentanti dell’ Ambasciata Albanese a Roma, Milano e Bari e anche diversi personaggio di spicco dello stato di Kosovo, e non solo. 

Non mancavano le autorità del Comune di Bologna che ci hanno onorato con la loro partecipazione, facendo capire l’interesse di conoscere la comunità albanese e le tradizioni albanesi.

L’idea di chiamare a partecipare le autorità del Comune di Bologna è nata dal momento in cui, dati statistici alla mano, abbiamo visto che, sono residenti nella città metropolitana di Bologna più di 17 mila abitanti di origine albanese, una minoranza del Kosovo e della Macedonia. 

La lingua è l’identità di una nazione, di un paese. 

Noi, la prima generazione di emigrati, dobbiamo lottare per far sì che i nostri figli conoscano le loro radici, la cultura, le usanze e la loro lingua di origine.

Quindi la seconda/terza generazione deve mantenere la cultura dei loro genitori, altrimenti c’è la perdita di un popolo, la perdita di identità, di una Nazione e questo non dovrebbe accadere.. dovremmo contribuire, motivare i bambini a parlare albanese, dobbiamo seminare oggi per raccogliere domani; 

L’invito, ottenuto da parte del “Comune di Bologna”, per il giorno internazionale della “Festa della lingua madre”, che si svolgerà presso la “Sala Borsa di Bologna” ci rende orgogliosi e volenterosi di partecipare per presentare la nostra lingua madre.

Colgo l’occasione per ringraziare personalmente e in nome di tutti i genitori il “Comune di Bologna” per l’invito.

Infine, faccio un appello ai genitori albanesi, kosovari e macedoni a non dimenticare l’importanza della lingua madre e ad insegnare il più possibile ai propri figli la lingua albanese, non facciamo in modo che questa venga dimenticata… proprio come dice il proverbio albanese “La Lingua si conserva dove si scrive”. 

Tutti a scuola

Presentazione personale: Mi chiamo Valbona Toci nata in Albania. 

All’inizio del 2000 per motivi familiari sono venuta in Italia, nella città di Bologna.

Ho lavorato come impiegata, maschera cinematografica ecc. 

Nel 2012 mi sono diplomata per la seconda volta (scientifico in Albania) presso Istituto Aldini Valeriani in Ragioneria, e ho iniziato a lavorare in uno studio composto da vari professionisti che collaborano con aziende albanesi.

Lì ho avuto la fortuna di conoscere molti albanesi che aiutavo a completare i documenti per l’apertura dell’azienda.

Poi lo stesso studio mi propose di continuare vari corsi in diversi settori per collaborare come mediatore della lingua italo – albanese.

Nel 2015 ho terminato alcuni dei corsi che avevano una durata di 2/3 anni. 

Ho continuato a lavorare con le comunità albanesi, kosovare e macedone, poi nel 2019 ho iniziato a lavorare con i bambini albanesi, kosovari e macedoni non accompagnati dai genitori per integrarli a scuola e aiutandoli con i compiti, oltre che con l’inserimento nei corsi di qualificazione. 

Nel 2019 ho iniziato l’Università per Educatori e Formatori, dove sto ancora studiando.

Ho fatto volontariato un anno con l’associazione “Save the Children”, accompagnamento a distanza bambini e ragazzi da 6 ai 14 anni, e continuo a lavorare con contrato a chiamata come mediatore linguistico italiano/albanese nel servizio Sociale e Sanitario con varie cooperative.

Valbona Toci

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