Torna la nostra rubrica dei tifosi Fuori Sede, questa volta siamo andati a Parigi da Lucia

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-Ciao Lucia, ci puoi raccontare come nasce la tua passione per il Bologna?

“Ciao a tutti. Certo, la mia passione per il Bologna nasce nell’anno del nostro ritorno in serie A, la prima volta che misi piede al Dall’Ara fu per lo spareggio contro il Pescara, precedentemente avevo vissuto a Bologna, ma solo come universitaria e dunque in maniera molto marginale il mondo del calcio. All’epoca avevo un fidanzato di Bologna che fin da piccolo andava allo stadio e, così, mi sono fatta trasportare dalla sua emozione per quello spareggio e ho iniziato anche io allo stadio. Da lì il classico colpo di fulmine, quello stadio cosi pieno di colori, di cori, di bandiere e di sciarpe mi ha decisamente rapito, tanto che i successivi anni ho fatto sempre l’abbonamento con il mio ragazzo in curva e cosi ho iniziato a seguire la squadra”.

-Poi sei partita per Parigi?

“Sì, ho avuto una grande opportunità per uno scambio universitario e visto che stavo frequentando il Dams, l’ho scelta di buon grado, ora come ora verso dicembre dovrei tornare a Bologna per dare gli ultimi esami e poi laurearmi a febbraio, ma diciamo che Parigi mi ha letteralmente stregata, io sono originaria del sud, ma ho amato fin da subito sia Bologna che Parigi, città dove abito con altri ragazzi italiani tra cui uno proprio di Borgo Panigale, così anche da qui tramite la pay tv abbiamo seguito sempre, specie sotto il bruttissimo periodo della pandemia in questi quasi due anni, quasi tutte le partite dei ragazzi e io sono diventata un vera esperta di calcio”.

-Quando tornerai a Bologna andrai ancora allo stadio?

“Assolutamente non vedo l’ora, mi affascina molto questo mondo, ovvio non sono una ultras ma una tifosa sfegatata acquisita, mi tengo aggiornata via Facebook, con la vostra rivista che mi ha suggerito proprio mio babbo, visto che sa della mia passione per il calcio rossoblù e con altri siti dedicati al Bologna, inoltre a distanza lo scorso anno ho seguito e tifato anche per le ragazze del femminile, che speravo potessero vincere il campionato, ma purtroppo cosi non è stato”.

-A Parigi so che oltre a essere tutti tifosi del PSG c’è una grande cultura calcistica vero?

“Assolutamente sì, anch’io avevo iniziato a giocare in una piccola squadra di calcio a 5, ma poi, per via del Covid, hanno bloccato tutto, anche perché qui anche il calcio a 5, e calcio a 11 femminile sono molto diffusi e praticati, poi ovvio tutti gli occhi sono puntati sul Paris, ci sono almeno 2 tv specializzate, più diverse radio che lo seguono h24, più tanti amici sui social che hanno le loro rubriche fatte con altri amici nelle quali parlano di calcio con un occhio anche all’Europa. Ricordo che una volta mi sono collegata anch’io come ospite per parlare di come si vive il calcio a Bologna, sia allo stadio che in città”.

-Cosa ne pensano i parigini del Bologna e come è vista la tua passione?

“Onestamente non considerano il Bologna un top club come la Juve, il Milan e l’Inter, che sono le squadre più seguite come del resto era quando frequentavo l’università a Bologna, un mondo a parte rispetto al vivere la quotidianità bolognese, però qui almeno  quando esco in inverno con la mia sciarpa rossoblù e gli altri leggono Bologna, mi fermano a chiedermi notizie e la mia passione, oltre che rispettata, diventa fulcro per dialogare un po’ di calcio, anche se ovviamente loro si sentono sempre un po’ troppo superiori”.

-Che impressione ti ha fatto questo inizio di campionato del Bologna?

“Davvero troppo presto per dirlo, io ho visto la partita contro il Liverpool in precampionato e quella contro la Salernitana, l’attacco finalmente c’è secondo il mio punto di vista, c’è da registrare la difesa, a questo punto aspettiamo l’ultimo acquisto di cui tutti parlano un gran bene, ma che io non conosco e vedremo se ci aiuterà a tappare le falle che abbiamo messo in luce fino ad ora!”.

-Meglio Parigi o Bologna?

“Sono due città magiche e uniche allo stesso tempo, per quanto riguarda la vivibilità Bologna ancora oggi rimane una città a misura d’uomo, pur essendo il fulcro del centro Italia. Parigi, ovviamente, ha più delinquenza ma allo stesso tempo più interscambio fra le persone visto che ci sono diverse razze e minoranze creole molto ben integrate, e la città offre dei panorama da sogno, proprio come quelli che si vedono nei films d’amore”.

A cura di Danilo Billi

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