Intervista ad Anna Bazzanini, fisioterapista del Bologna Calcio Femminile

il

-Ciao Anna, quest’anno come fisioterapista, di quali squadra ti sei occupata?

“Ad inizio stagione, ovvero a Settembre, ho avuto il piacere di occuparmi della prima squadra, interamente passata sotto il Bologna Calcio Femminile, poi dell’under 17 di Daniela Tavalazzi, e anche delle 

ragazze più piccole, ovvero l’under 15 e 12, ma visto che gli impegni erano tantissimi e le ore poche, mi sono dedicata principalmente alla prima squadra e alle under 17, perché sono entrambe a Granarolo. Non per mia scelta ma per scelta di gestione dei fisioterapisti”.

-A che ora inizia la tua giornata di lavoro e a che ora finisce?

“Le mie giornate sono sempre parecchio impegnative, in media inizio sempre verso le 14,30 e non finisco prima delle 22”.

-Che stagione è stata questa ora che si vede il traguardo finale?

“Personalmente molto entusiasmante ma, allo stesso tempo, anche parecchio stancante; infatti da una parte non mi nascondo nel dire che non vediamo l’ora, soprattutto con i primi caldi estivi, di poter finire, visto che fra tutto è stato un anno pieno”.

-Come si svolge nello specifico il tuo lavoro con le ragazze della prima squadra?

“Diciamo che io seguo sempre le direttive del nostro dottore (Sorino ndr) che mi da le varie linee guida da adottare con le singole ragazze, soprattutto in caso di varie problematiche che magari hanno riscontrato durante la partita o allenamento. Solitamente, comunque, sono sempre un’ora prima dell’allenamento pronta a massaggiarle, come del resto faccio anche prima di ogni partita sia in casa che in trasferta, poi magari durante la settimana,mentre le ragazze si allenano, mi occupo anche delle nostre infortunate, seguendole una ad una nel loro percorso di guarigione”.

-Ci dicevi che segui sempre la squadra sia in casa che fuori.

“Sì, è un obbligo che svolgo volentieri, in casa siamo chiamati a fornire anche la presenza del medico, mentre fuori casa la presenza del dottore è a cura della società ospitante, mentre ogni squadra ha al seguito il suo fisioterapista ufficiale”.

-Quest’anno, in attesa che il Bologna acquisisse anche la prima squadra avete iniziato la preparazione con un mese di ritardo, questo ha comportato dei problemi?

“Per tanti aspetti questo è stato un campionato anomalo, sempre per via del Covid, devo dire che sia io che il preparatore atletico Andrea Calzolari con il quale ho instaurato un buon feeling, anche perché i nostri lavori quasi sempre camminano di pari passo, abbiamo spinto molto all’inizio della stagione, e le ragazze sul campo hanno risposto bene; poi abbiamo potuto riprendere il lavoro quando il campionato è stato fermo quasi due mesi per via del Covid ma, allo stesso tempo, grazie alle strutture e ai dirigenti del Bologna Football Club, abbiamo potuto ugualmente allenarci anche 4 volte alla settimana, e questo ci ha permesso di stabilizzare il lavoro iniziale”.

-Il periodo più duro è coinciso, purtroppo, anche con le due sconfitte consecutive in campionato con Arezzo e Torres?

“Assolutamente, quello che ci ha destabilizzato completamente è il fatto che mancavano 2/3 della rosa titolare a partire dalla difesa, dove tutte le ragazze erano bloccate dal Covid, e si sa che il gioco di mister Galasso parte proprio dell’impostare palla a terra dalle retrovie per poi costruire le varie azioni da sviluppare. Sempre in quel periodo, abbiamo avuto ben 4 infortuni consecutivi, uno dietro l’altro, a ragazze importanti, e questo sicuramente ha destabilizzato non poco la tranquillità dell’ambiente”.

-Come stanno vivendo questi ultimi 180 minuti di gioco le ragazze?

“Ma sicuramente c’è da una parte tanta euforia per questo traguardo inaspettato per un gruppo di ragazze molto giovani che, dopo due anni che giocavano assieme, avevano ad inizio campionato solo l’aspirazione di poter fare bene e di poter sviluppare il proprio gioco in campo. Ora ovviamente le cose sono cambiate, come le aspettative di un’intera città che, finita la serie A maschile, sta seguendo con ancora più interesse le atlete. Confesso anche che, mentre mi attardo a fare una fasciatura ecc…, anche io sono la prima a incoraggiarle e soprattutto a tranquillizzarle, anche perché, oltre al caldo, alcune di loro non avendo mai giocato, vista la giovane età, un finale così importante, ne sentono il peso, ma ripeto è solo una questione, a differenza per esempio della Torres o dell’Arezzo che sono squadre con giocatrici più grandi”.

-Cosa ti piace in particolare di questo gruppo?

“L’affiatamento che hanno e poi la costanza e l’impegno che hanno sempre messo fin dal primo giorno”.

-Pensi che il calcio femminile possa in breve tempo continuare a fare passi da gigante per uscire dalla nicchia in cui era fino a prima dei mondiali?

“Assolutamente sì, sono fermamente convinta che questo sport, da qui a 10 anni, avrà un’evoluzione assolutamente totale e arriverà ad avere quasi l’importanza di quello maschile. L’importante è che le grandi società e non solo continuino a fare investimenti nel settore e creino sempre più scuole di calcio per giovani atlete, in modo da offrire loro una possibilità. Per esempio io prendo come paragone spesso anche il vicino Sassuolo, capace di lavorare e credere in assoluto in maniera egregia nel settore giovanile ed ora è una realtà florida ed importante sia nel maschile che nel femminile”.

-Chi è Anna Bazzanini fuori dal campo di calcio?

“Una persona iperattiva, da piccola giocavo a basket, ora mi sono appassionata al triatlon, e appena ne ho la possibilità lo pratico, per il resto sono normalissima come tante altre e amo tantissimo il mio lavoro”.

A cura di Danilo Billi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...