Intervista a Jennifer Cattaneo, difensore del Bologna Calcio Femminile

Jennifer con la maglia del Bologna

 Jennifer, a che età ti sei avvicinata al calcio?

“Mi sono avvicinata al calcio all’età di 7-8 anni in una squadra maschile, a Vergato, dove abito e ho proseguito fino a 13-14 anni, è stata una bella esperienza anche se, per esempio, avevo uno spogliatoio solo per me e mi mancava fare gruppo in queste piccole cose con la squadra. Dopo mi hanno messo in contatto con la mister Tavalazzi e sono passata all’ASD Bologna, dove sono stata fino allo scorso anno. Qui mi sono trovata da subito bene, sia prima nelle giovanissime, poi nella primavera, fino a due anni fa, quando sono entrata in pianta stabile nella prima squadra”.

-Ci puoi raccontare qualcosa del tuo ruolo di difensore?

“Nel corso del tempo riesco a coprire tutta la linea, ovvero posso essere schierata a sinistra, al centro o a destra. Prediligo il contrasto piuttosto che avventurarmi in dribbling o altro, l’importante quando si gioca in difesa è compattare la linea, agire in prima persona sempre, considerando anche cosa fanno le compagne, e cercare di muoversi all’unisono, soprattutto quando devi fare scattare il fuorigioco di una avversaria. Inoltre per me, che non gioco spesso, è stato importantissimo nel periodo in cui siamo state ferme per due mesi con il campionato causa Covid, aver avuto la possibilità di potermi allenare sempre e di fare anche l’amichevole con le compagne di squadra la domenica. Questo mi ha aiutato a crescere tanto, soprattutto individualmente”.

-Quanto è difficile subentrare nella partita in corso?

“Tanto, sicuramente è una questione di allenare molto anche la testa. Io, quando sono fuori dal campo, cerco sempre di capire come attaccano le avversarie e rimango concentrata anche sui piccoli particolari e, in caso mister Galasso mi faccia entrare, cerco da subito di calarmi nel ritmo partita e non farmi trovare impreparata”.

-Quale è stata fino ad ora la ricetta dei vostri successi?

“Giocare con la stessa umiltà di sempre, affrontare ogni partita riazzerando mentalmente quanto di buono fatto prima e cercare cosi di dimostrare ogni volta che sappiamo giocare, nonostante le varie difficoltà dovute al campo o alla tenacia della squadra avversaria, il nostro calcio fatto di trame e gioco con la palla a terra e geometrie”.

-Ora arriva la difficile trasferta di Arezzo, pronostici?

“Sicuramente tra le gare che abbiamo incontrato fino ad ora l’Arezzo è una delle squadre più temibili, oltre la Torres, che poi affronteremo dopo la sosta della fine del girone di andata come prima del ritorno sul loro campo. Saranno sicuramente due battaglie sportive di altissimo livello, e da lì in poi potremmo anche cercare di capire se saremo ancora le ragazze vincenti e, soprattutto, se potremmo ambire concretamente a rimanere nei piani alti della classifica, anche se, come ci insegna sempre mister Galasso, siamo abituate a ragionare partita dopo partita senza fare troppi voli pindarici. Infatti per ora abbiamo sempre vinto una partita alla volta cercando di dare sempre il massimo”.

-Quanto è stato importante per te personalmente entrare a far parte del Bologna Football Club?

“All’inizio eravamo seriamente preoccupate perché abbiamo ritardato di oltre un mese la nostra preparazione fisica, ma poi devo dire che ora è davvero un orgoglio indossare questa maglia, e in particolare si è alzata l’asticella dell’interesse e dello spazio che ci concedete voi giornalisti, e le nostre vittorie sono state riprese non solo da tanti giornali ma anche da tantissime pagine Facebook e account Instagram. Insomma è innegabile che fa tanto piacere, anche perché troppo spesso, magari anche nel recente passato, il calcio femminile è sempre stato soggetto a critiche e scetticismo”. 

-Tu per amore del calcio ogni settimana per i tre allenamenti più la partita ti fai tanti chilometri per raggiungere il campo di Granarolo, vero?

“Sì, io parto sempre da Vergato che dista quasi 60 chilometri, e impiego circa un’ora e quarto, ma lo faccio molto volentieri, mi metto in macchina ascolto un po’ di musica e lo faccio con piacere, anche perché in particolare quest’anno abbiamo legato molto fra di noi e c’è un gran gruppo sia fuori che dentro il campo”.

-Chi è Jennifer fuori dal terreno di gioco?

“Sono una ragazza di 23 anni che studia Chimica e Chimica dei materiali al terzo anno di Università a Bologna, anche se, ora come ora, studio molto on line a parte la parte di Chimica organica, che per forza devo seguire in presenza, visto che si tratta di andare in laboratorio, per il resto non sono troppo social, avevo Facebook ma tempo fa me lo hanno hackerato e ho il mio profilo Instagram, ma mi piaceva più uscire quando si poteva con gli amici, oppure fare una chiacchiera al telefono che vivere una realtà troppo condizionata dal virtuale. Mi piacciono le serie Tv, e adoro il reggaeton che fa da colonna sonora della mia vita”.

A cura di Danilo Billi

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