Per la rubrica dei tifosi del Bologna “Fuori Sede” parliamo con Elena da Strasburgo

-Ciao Elena ci racconti un po’ la tua storia di tifosa del Bologna?

“Ciao a tutti e grazie per lo spazio concesso. Sì, sono anche io una tifosa fuori sede da almeno 6 lunghi anni, sono nata e cresciuta a Crespellano dell’Emilia e ho sempre amato, grazie ai miei parenti che mi portavano sempre fin da quanto ero piccola allo stadio il Bologna. Ho passato anni e anni a vedere il Bologna militare anche in categorie che non erano la serie A, sempre abbonata fedelmente per quasi 20 anni  nei distinti. Ho seguito la squadra prima di trasferirmi sempre con la mia famiglia nel nord est della Francia, visto che mio padre lavora in una catena di gasolio abbastanza nota, e proprio 6 anni fa ha avuto una promozione importante, ma nel pacchetto c’era anche il fatto che si dovesse trasferire, e sia io che mia madre abbiamo deciso di seguirlo”.

-Come si vive a Strasburgo?

“Io mi sono trovata subito bene, devo dire che è una città davvero con tante tradizioni, che ricorda un po’ Bologna. Nel mondo è famosa per i famosi mercatini di Natale. Purtroppo appena siamo arrivati e ci siamo ambientati c’è stata da parte dell’ISIS un orrendo attentato che ci fece tutti piombare nella paura. Io sono riuscita a costruirmi una carriera come coreografa Hip Hop, avevo iniziato proprio a nutrire questa passione guardando i video clip del primo rap a Bologna, comparendo anche in diversi video di Neffa, quando ancora faceva il rapper a Bologna per i Sangue Misto. Con il tempo poi grazie al programma Amici, sono stata protagonista di diverse puntate e da lì ho proseguito sempre i miei studi fino a diventare non solo una ballerina, ma una vera e propria artefice della composizione del balletto, tanto che in Francia, dove questo genere va ancora tantissimo, ho avuto tantissime possibilità e da Strasburgo prima dell’arrivo del Covid-19 con la mia crew abbiamo partecipato a tantissimi festival, alle volte anche vincendoli. Adesso, purtroppo, siamo tutti fermi”.

-Cosa ci puoi raccontare della tua passione per il Bologna?

“Il Bologna mi è entrato nel cuore, anche se non ho mai frequentato la curva, che però ho ammirato per lo stupendo colpo d’occhio zeppo di colore che ha sempre dato sia in serie A che in serie B. Per un periodo ho giocato anche a calcio con i maschi fino ai 16 anni, poi però nonostante mi avesse selezionato una squadra femminile di Bologna ho preferito continuare la mia carriera nel mondo della danza Hip Hop, che 15 anni fa era arrivata anche a Bologna al top della sua espressione e con il senno di poi non me ne pento. Mi pento invece di non essere mai riuscita, per preoccupazione magari dei miei, a unirmi con il mio gruppo di amici e amiche a qualche gruppo della curva Andrea Costa che, come ho affermato prima, mi ha sempre rapito. Sia che il Bologna giocasse bene o male, loro erano sempre lì a sbandierare e a ritmare il tutto con il suono dei loro tamburi, accompagnato dagli inconfondibili cori”.

-Quale giocatore ti ricordi con più piacere?

“Io vado un pò contro corrente, ho letto spesso le altre interviste e ho sentito girare e fare sempre i soliti nomi illustri, come Baggio, Signori, Di Vaio. Io amavo invece un attaccante di nome Turkilmaz, che magari non era bello da vedere per i suoi movimenti non proprio sontuosi, ma segnava sempre. Posso affermare anche che questa punta non viene ricordata molto a Bologna, forse perché non ha fatto parte dei campionati di serie A, tranne il primo, ma secondo me avrebbe fatto la sua figura anche in categorie maggiori, e infatti, dopo l’ultimo anno di serie C quando giocò sempre con la nostra maglia, trovò poi fortuna, per esempio, nel Galatasaray. Io lo conobbi di persona ad una cena organizzata dal Centro Bologna Club una sera ad Anzola dell’Emilia e da lì nacque anche una bella amicizia, visto che ci scambiammo i numeri telefonici. Inoltre anche lui era appassionato di Hop Hop, infatti venne ad assistere a diverse nostre esibizioni nelle varie discoteche di Bologna, e fu una bella emozione vederlo lì in prima fila a fare lui il tifo per noi”.

-Segui ancora il Bologna?

“Certamente sì, lo guardo spesso via streaming sui servizi a pagamento, anche se il commento spesso non è né in italiano né in francese, ma pazienza meglio di nulla. Questa estate quando il Covid-19 ci aveva fatto respirare un poco, ho ripreso appieno la mia attività e non sono riuscita a seguirlo più di quel tanto. Ma quest’anno, che la pandemia è tornata a fare dei danni seri e siamo sempre chiusi in casa, diciamo che la partita del Bologna è un momento bello per tutta la famiglia, comunque vada, anche se forse meritavamo di fare qualche punto in più in classifica per tutto quello che abbiamo sempre dimostrato sul campo giocando sempre a viso aperto contro le big, ma proprio da lì non sono mai arrivate vittorie, anzi…”

-Cosa dicono i francesi della tua passione per il calcio e per il Bologna?

“Qui in Francia il calcio è molto seguito, e anche molto ragazze, oltre che tifarlo, lo praticano, dunque più di quel tanto non mi dicono nulla, anzi magari mi chiedono sia del Bologna che della mia città, che magari qui è più conosciuta della squadra stessa. Ovviamente sono più famose sempre le solite tre squadre come la Juventus, il Milan e l’Inter”.

-Pensi che il Bologna si salverà?

“Assolutamente, penso proprio di sì; ovviamente però dobbiamo non perdere terreno con quelle alla nostra portata”.

-Delusa dal mercato di gennaio?

“Onestamente l’ho seguito fino all’ultimo sui social, sperando che arrivasse la famosa punta, e sono rimasta molto delusa nell’apprendere che non abbiamo comprato nessuno, anche perché davanti non abbiamo chi possa segnare, e questo potrebbe alla lunga diventare un serio problema, almeno lo scorso anno avevamo trovato Barrow…”.

Danilo Billi

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