Intervista ad Angelica Pacella, terzino del Bologna Football Club, ora ferma per un lungo infortunio.

-Quando hai iniziato a giocare a calcio femminile? 

“Ho iniziato tardi, quando avevo 10 anni, in una squadra quasi tutta maschile alla Pontevecchio, dove io e un altra ragazza eravamo le uniche femminile. Lì ci notò Pietro Bosco della ASD Bologna, ci chiamò da lui, l’altra ragazza mi ricordo che accettò fin da subito. Io, invece, andai solo dopo due anni, perché prima dovevo convincere mia mamma ed è stata la battaglia più dura”. 

-In che ruolo giochi? 

“Giocherei terzino ma purtroppo mi sono infortunata e a Novembre mi sono operata al crociato. Ora piano piano sto facendo la mia riabilitazione presso il Fisio Dome di San Lazzaro. Lo scorso anno giocavo centrale difensivo invece, e non ti nascondo che un è stato un momento molto difficile, anche perché, per via della pandemia, non sempre la palestra è fruibile e poi, ovviamente, ho una grande voglia di tornare in campo”. 

-La squadra ti è stata vicino? 

“Sì, con molte mi sento più spesso, poco dopo l’operazione si sono fatte sentire tutte, e questo mi ha fatto un grandissimo piacere”. 

-Per il tuo percorso calcistico fin qui, aspettando ovviamente il tuo ritorno, chi ti senti di ringraziare? 

“La mia vecchia società e miei vecchi dirigenti, la mister Tavalazzi che mi ha insegnato tutto quello che so, come del resto anche il nuovo mister e i miei nuovi dirigenti”. 

-Da fuori dal campo che tipo di Bologna hai visto fin qui? 

“Dallo scorso anno ho notato un grande cambiamento nel metodo di gioco, c’è stato un grande salto di qualità, è una squadra forte, propositiva che ha una sua idea chiara e precisa di cosa significa giocare a calcio passando dalla manovra e mai a tirare la palla avanti e pedalare, io anche domenica ero al campo per la vittoria di 3-0 contro la Polisportiva Cella e ho visto una squadra davvero in salute e pimpante”. 

-Ti aspettavi che le tue compagne andassero così bene in campionato anche dopo la sosta per Covid-19? 

“All’inizio della stagione magari non mi aspettavo che facessero cosi bene, ma poi anche quando il campionato era fermo si sono sempre allenate e dunque al ritorno in campo questi due successi netti me li aspettavo, ora domenica c’è la prova del nove contro una delle altre prime in classifica come il Filecchio, si gioca da loro, ma sono sicura che le mie compagne avranno già la testa nella partita e vorranno fare più che bene, sarà una vera e propria battaglia”. 

-Chi è Angela Pacella fuori dal terreno di gioco? 

“Una ragazza normalissima che ama sorridere e fare sorridere gli altri. All’inizio, specie con chi non conosco sono un po’ timida, poi mi sciolgo. Attualmente sto studiando per entrare alla facoltà di scienze motorie, e faccio tanta fisioterapia per rimettermi in forma. Per il resto amo circondarmi sempre di tanta musica, spazio dal rap, ai classici italiani, e diciamo che mi piacciono i social, sono su Instagram, Facebook, Tik Tok”. 

-Il calcio femminile ora finalmente è uscito dal cono d’ombra, grazie anche alle gare su sky dei top club di serie A, e voi siete entrate ufficialmente da quest’anno sotto il Bologna Football Club, che ne pensi a proposito? 

“Sicuramente c’è tutto un altro interesse verso il nostro sport, Sky e i club di serie A hanno fatto tanto per alzare l’asticella del pacchetto, e di questo ne sono felice, come del resto è stato per me, che sono di Bologna, entrare a far parte ufficialmente della famiglia del Patron Saputo, vedo che c’è in generale nelle pagine dei gruppi Facebook e da parte dei giornali on line e cartacei molto più spazio per noi, e questo non può che fare piacere”. 

-Per finire quale pensi che sia la differenza maggiore fra il calcio maschile e quello femminile, a parte la conformazione fisica? 

“Che in quello maschile sono sempre girati tanti soldi e forse si è persa un po’ quella poesia che ancora si può trovare su un campo di una qualsiasi categoria mentre giocano due squadre di calcio femminile. Noi ragazze non siamo stipendiate e tutto quello che facciamo è mosso dall’amore verso questo sport meraviglioso”. 

A cura di Danilo Billi 

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