Per la rubrica dei tifosi del Bologna “Fuori Sede” oggi è il turno di Marco da Viareggio

Riprende dopo una breve sosta il viaggio di Cronache Bolognesi alla scoperta dei tifosi “Fuori Sede” del Bologna Calcio. Format che diventa anche una programma live su Facebook, visibile ogni mercoledì della settimana alle ore 21 sulla pagina Balotta Bologna. Ma torniamo a noi, questa volta siamo arrivati con il nostro treno immaginario alla stazione di Viareggio e a farci compagnia è Luca.

-Ciao Luca come mai un toscano che tifa per il Bologna?

“Sono stato contaminato da mio babbo, grandissimo tifoso del Bologna che, una volta sposato, ha deciso di seguire mia mamma, viareggina doc, qui in Toscana, e di occuparsi a tempo pieno degli affari di famiglia, lavorando d’inverno nel giro del Carnevale, e d’estate gestendo un chiosco di piadine nella zona balneare. Io da piccolo seguivo squadre come il Milan, la Juventus, ogni anno quasi per scommessa con i miei amici cambiavamo squadra a turno, giusto per gioco, poi un giorno mio padre mi ha portato allo stadio Dall’Ara di Bologna, e lì mi si è aperto un mondo”.

-Era la prima volta che mettevi piede nella tua vita in uno stadio di calcio?

“No, ero stato anche con degli amici prima a vedere il Viareggio, ma Bologna è stata una folgorazione, sia la città che ti avvolge mentre stai arrivando allo stadio, che poi è parte di essa, e poi i colori, la passione, gli ultras, tutto. Posso affermare che veramente mi è piaciuto tutto come in un colpo di fulmine, mi sono sentito parte di qualcosa di bello e di grande, come un’onda enorme che mi travolgesse e vedessi il mare per la prima volta”.

-Da lì è nata la tua passione calcistica per il Bologna?

“Assolutamente sì, quella stagione che era la cavalcata storica dalla serie B alla serie A, con allenatore Maifredi, sono riuscito a convincere babbo a tornare altre due volte, mi ricordo che l’ultima partita coincise poi con la festa e partecipammo dallo stadio a piedi al corteo dei festeggiamenti, fu bellissimo, li comprai la mia prima sciarpa rossoblù, che ancora conservo”.

-La passione non si è fermata vero?

“No, quello è stato solo il trampolino, ogni anno vedevo dal vivo sempre più partite, e recentemente l’anno in cui siamo tornati in serie B, ho fatto l’abbonamento in curva, visto che avevo fatto amicizia con molti esponenti della Beata Gioventù, che all’epoca era in balaustra centrale, ed ereditava le gesta dei Mods. Quel campionato ho fatto anche la trasferta ad Avellino e a Cittadella. Da quel momento non me ne sono persa una in casa, mi ricordo che una volta ovviamente non ai tempi del Covid sono andato anche a sotto le feste di Natale con 38 di febbre, infatti, poi ho passato a letto sotto antibiotico il Capodanno”.

-Cosa dicono i viareggini della tua insolita passione calcistica?

“Spesso faccio delle grandi litigate, ma alla fine siamo fra amici e poco dopo torniamo a ridere e scherzare ma posso dire che capiscono e mi stimano per la tempra, ogni volta da dove abito io solo il viaggio di andata sono circa 200 chilometri, sommandoli poi al ritorno, si fa presto a farne 400. In pratica, quando giocava il Bologna prima del Covid 19 partiva la mattina e tornavo la sera se si giocava o alle 12 e 30 o alle 15 o 18, mi andava peggio invece con le partite serali, lì tornavo direttamente il giorno dopo, oppure cosa ancora più bella spesso mi fermavo a dormire da qualche amico del gruppo che ancora ringrazio”.

-Quanto ti manca lo stadio?

“Tantissimo, seguo tutte le gare del Bologna in tv, visto che in questo momento sono disoccupato, perché gli eventi del Carnevale con la pandemia sono stati tutti rinviati. Quello era il settore dove lavoravo maggiormente, ma non è la stessa cosa che seguirle allo stadio. In tv sei più freddo, più distaccato, percepisci il tutto con minore enfasi e impatto”.

-Infine, cosa pensi della squadra e del campionato di quest’anno?

“Leggendo i gruppi dei tifosi, molti si dicono insoddisfatti, io penso che non andremo oltre il dodicesimo posto, a meno che non arrivi a gennaio un attaccante vero che la metta sempre dentro e un innesto per la difesa, allora potremmo guardare il ritorno con più fiducia, tuttavia anche così la squadra mi piace tantissimo, e penso che poi chi ama il Bologna e che chi come me ha iniziato ad amare il Bologna in serie B, giocare con le grandi del calcio a questi livelli con tantissimi giovani di prospetto sia una vera e propria goduria”.

A cura di Danilo Billi

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