Intervista a Nicola Boccarossa, mediano di mischia nella Pagano & Ascolillo Pesaro Rugby

Dopo 5 magnifiche stagioni, impreziosite da 93 presenze e tante buone prestazioni, il Rugby Colorno ha salutato ufficialmente il proprio mediano di mischia Nicola Boccarossa, pesarese classe ’95, dal ciuffo biondo e dalla grande tecnica. “E’ stato un piacere averlo con noi”, ha commentato il Direttore Sportivo Paolo Bergonzi nel dargli l’addio, “è un bravissimo ragazzo, serio e professionale, sempre pronto a dare tutto per la maglia. Insieme a noi è cresciuto tanto sia come giocatore che come persona”. Nicola Boccarossa è, dunque, attualmente rientrato alla Pagano & Ascolillo Pesaro Rugby, nel ruolo di mediano di mischia.

A lui facciamo qualche domanda per conoscerlo meglio.

-Nicola, come è nato il tuo amore per il rugby?

“Posso dire che sono quasi un figlio d’arte, perché mio padre giocava a rugby e sin da quando ero piccolo mi svegliavo con il sottofondo delle partite. Inizialmente non ero molto convinto e , infatti, ho iniziato con judo che ho praticato per qualche anno; provavo diversi sport, però non mi trovavo mai bene del tutto”.

-Perché non riuscivi a trovarti, cosa non ti convinceva?

“Ma guarda non lo so nemmeno io, a quell’età, siccome ero piccolo, seguivo molto le amicizie, avevo l’amichetto che faceva calcio e quello che faceva judo. Io, infatti, sono andato lì perché c’era un mio amico. Poi verso l’età di 11 anni, non mi ricordo bene il perché, ho provato il rugby e sin dai primi allenamenti mi è piaciuto”.

-La realtà pesarese è radicata sul territorio da tanto tempo, puoi raccontarcela come giocatore, come atleta e come uomo che va al campo?

“Sicuramente il campo sportivo è un ambiente dove ti senti come casa tua. E’ in crescita, specialmente negli ultimi anni, perché hanno fatto il pavimento sintetico, ci sono stati degli ampliamenti, si può dire che è cresciuto molto e anche se recentemente sono stato fuori, quando tornavo vedevo sempre che c’era qualche novità. C’è sempre tanto entusiasmo anche nei genitori che si fermavano con i ragazzini lì, quindi è uno sport e un movimento sempre più in crescita, specie qui a Pesaro”.

-E’ famoso Torneo Beach delle Formiche…

“ Sì, è famoso in tutta Italia, è una delle poche tappe sulla spiaggia e riscontra molto successo”.

-Ci puoi parlare del tuo percorso?

“Sono partito dall’under 11 e sono rimasto sempre nelle giovanili locali fino all’under18. Quando giocavo nell’under 18, a 17 anni, ho fatto l’esordio a Pesaro con la maglia del Pesaro in serie B, e poi lo stesso anno sono stato convocato in nazionale con la medesima categoria dell’under 18, e ho preso parte agli Europei FIRA in Francia a Grenoble. Una volta terminati, sono stato selezionato dall’Accademia Nazionale, situata a Parma, dove sono stati scelti 30 tra i ragazzi del ‘94 e del ‘95 e sono rimasto un anno in quella sede. In quella circostanza sono stato convocato con la nazionale seven, che è un altro sport, perché il rugby che gioco io è il rugby a 15, poi c’è il seven a tutto campo. Finita l’esperienza con l’Accademia, sono stato preso dal Colorno e ci sono rimasto fino a quest’anno, prima di tornare a casa”.

-Le tue esperienze fuori di casa, con la scuola, con gli studi come sono andate?

“L’anno dell’Accademia eravamo seguiti dai tutor, c’erano le ore per lo studio, pochissimo tempo per uscire, eravamo più controllati. Successivamente sono stato più libero, infatti con la scuola tocchiamo un tasto dolente, mi sono concentrato di più sullo sport”.

-Come mai il ritorno a Pesaro quest’anno?

“Sono tornato principalmente perché con il nostro sport non si vive, non siamo remunerati come i calciatori. Ho trovato l’opportunità di aprire un mio studio privato di elettrostimolazione a Pesaro e, siccome questo è il modo di costruirmi un futuro, piuttosto che tornare in età avanzata e senza avere niente in tasca, sono tornato adesso, perché qui c’era la società che mi aveva contattato, c’era un bel progetto, ed io volevo dimostrare che posso fare qualcosa per la mia squadra”.

-Decisamente un percorso in salita, da dentro come lo vedi?

“Sicuramente siamo giovanissimi c’è da lavorare, c’è tanto margine di miglioramento, c’è uno staff tecnico valido, Nicola Mazzucato un allenatore padovano, Jacopo Terenzi, un preparatore di Pesaro, e Augusto Allori che giocava nel Padova ed è di origine argentina”.

-Non si guarda mai l’inizio ma il punto di crescita, vero?

“Sicuramente sì, siamo già migliorati dalla preparazione in sé. Il fatto che le luci del campo non siano ancora pronte ci destabilizza, perché le giornate si accorciano, ma questa non sarà mai una scusante anche se un attimo ci spaventa”.

-Anticiperete gli allenamenti?

“No, purtroppo non riusciamo, perché molti lavorano, non possiamo essere professionisti, prima viene il lavoro retribuito, poi questo sport, che rimane comunque una passione”.

-Qual è il tuo progetto lavorativo?

“Mi muovo verso il futuro sotto questo punto di vista. Ho implementato uno studio privato che si chiama Bodytec Pesaro è uno studio di elettrostimolazione, nel quale, praticamente una volta alla settimana, per 20 minuti si può fare un allenamento total body. Si tratta di tecnologie nuove, infatti andiamo verso un mondo dove c’è meno tempo per se stessi e questo è il futuro. Nello studio fornisco i prodotti per cambiarsi, per fare la doccia e per asciugarsi. Tu quando esci dall’ufficio ti alleni con quello che ti do, ti rivesti e vai a casa”.

-Qual è il beneficio che si può sentire subito?

“Con solo 20 minuti sarai stanco nei giorni successivi, sarai indolenzito come se facessi palestra. Questa macchina ha degli elettrostimolatori che agiscono sui muscoli della schiena, proprio per aiutare chi ha problemi con la schiena, chi ha problemi di postura, o chi sta molto seduto. Serve per rinforzare i muscoli della colonna vertebrale”.

-Colonna vertebrale delicata che il rugby sollecita molto…

“Sì, infatti i primi 5 uomini, ossia i tre piloni e le due secondo linee, fanno molta palestra ed hanno bisogno di molta stabilita per la fascia addominale”.

-Nella vita privata chi sei? Ti sei formato abbastanza?

“Certamente sì, si cresce più velocemente se si vive fuori di casa, si diventa più indipendenti”.

-Dove vivi a Pesaro?

“Per il momento sono con i miei ma ho progetti futuri. A casa sono amato e coccolato”.

-Il tuo studio è?

“A Pesaro, in via Gasparri 4, nel quartiere  Montegranaro”.

-Cosa fai nel tempo libero?

-Mi piace ascoltare molta musica italiana, Jovanotti, Ligabue. Sono molto romantico nella scelta dei gruppi musicali. In questi anni mi sono dedicato alla chitarra, strimpello un po’ rimanendo, però, sempre fedele ai miei cantanti preferiti”.

-La musica è importante nel pre partita?

“Sono molto strano per queste cose, ascolto sempre musica triste. Comunque la musica c’è nel nostro sport, hanno tutti cuffiette o cuffioni e sentono quello che vogliono”.

-Gli allenatori come sono?

“Sono tesi ma sanno non trasmettere la loro ansia”.

-Sei fidanzato?

“Sì, con una ragazza di Pesaro, una santa ragazza che mi ha aspettato per anni”.

-Da qui a tre anni quale obbiettivo hai?

“Come uomo nella vita da qui a tre anni non ci ho pensato, sicuramente di formare una famiglia e anche di stare bene.

Vivo molto il momento. Vorrei consolidare sia lo sport che il lavoro. Lo sport perché vorrei far crescere Pesaro fino a quando mi sarà permesso, ma ho anche buoni obbiettivi sul lavoro”.

A cura di Danilo Billi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...