Azioni che scrivono pagine di vita. I giocatori del Bologna da Sinisa dopo la vittoria in trasferta a Brescia.

Ci sono delle azioni dettate dai sentimenti, non dalla ragione, ci sono della azioni che compattano un gruppo rendendolo vero, ci sono delle azioni semplici che assomigliano a delle goliardate, ma che allo stesso tempo traspirano l’animo nobile di ragazzi che improvvisamente crescono.

E’ inutile girarci intorno, dopo la vittoria del Bologna con una grande rimonta che li vedeva soccombere per 3-1 dopo il primo tempo con il Brescia, partita vinta alla fine per 4 a 3 sul campo del Rigamonti, con un tripudio di bandiere rossoblu i giocatori di ritorno in pullman in città hanno ideato la genuina sorpresa che da lì a poco avrebbero fatto al loro, nostro, mister Sinisa Mihajlovic. Così, una volta arrivato, il pullman felsineo ha parcheggiato vicino al Sant’Orsola e i ragazzi, come bimbi che stavano per compiere una marachella, si sono infiltrati nel cortile dell’ospedale fino ad arrivare sotto la camera del loro condottiero, e hanno ripagato con la stessa moneta quello che lui stesso aveva fatto la prima di campionato, ovvero presentandosi, contro il parere dei medici a Verona, a sorpresa sulla sua panchina per stare vicino ai suoi ragazzi.

E così, quasi sottovoce, per non disturbare il riposo di altri pazienti, sono partiti i cori per Sinisa.

Il tecnico del Bologna a quel punto non stava nella pelle e anche lui visibilmente commosso ha salutato la sua ciurma, dalla finestra, dando appuntamento ai suoi giocatori a mercoledì, per rivedere assieme la partita.

Un gesto banale, una carrambata che, però, ha fatto capire a tutti l’attaccamento dei ragazzi a questo grande uomo, capace anche in malattia di trasmettere sentimenti e valori forti.

Scrivere ancora sembra anche quasi superfluo perché il gesto stesso, fatto volutamente lontano dai riflettori e dalla carta stampata, ha regalato a noi, semplici tifosi, vere lacrime, che si aggiungono poi del resto a quelle sportive già versate a fine gara per la grande rimonta.

Non si sa come andrà a finire questo campionato, ma sono sicuro e penso di parlare a nome di tanti tifosi come me, che questi gesti sono unici, in un tempo dove il calcio è stato ucciso prima dai procuratori, poi dai giornalisti, e ancora dagli scandali e soprattutto dal denaro, dove l’attaccamento a una maglia dura, se va bene, l’arco di una stagione.

I ragazzi, con questo gesto verso il proprio allenatore, hanno dimostrato che tengono in modo viscerale a lui e ai nostri colori.

Storie che a Bologna da una vita non si raccontavano, storie da stordire persino i mai goduti, storie di gladiatori di un tempo con il cuore tenero, che hanno strappato nella giornata con il Brescia due volte il nostro cuore in campo e fuori.

Sicuramente storie che non rimarranno solitarie, specie in questa stagione, ma che saranno seguite da tante altre favole, perché Bologna ha fatto un altra magia, ha creato un legame indissolubile fra il condottiero Sinisa e i suoi Leoni. 

Sarò di parte, sarò sicuramente contestato per questo, ma queste pagine di vita, non di calcio, penso che si possano scrivere solo nella nostra città, che ha ridato luce a tanti campioni considerati finiti e che, all’ombra delle due torri, sono rinati e che porteranno per sempre nel cuore la nostra città, la nostra terra fatta di gente semplice ma passionale.

foto tratta del web

Danilo Billi

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