Si riaccende la magia del Palio dei Bracieri


Anche quest’anno, il 4 Agosto 2019 il Palio dei Bracieri è tornato a compiere la sua magia a Rocca Costanza, dove oltre ai noti volti dei capo contrada e dei loro affezionati, tantissimi volti nuovi di giovani si sono affacciati per la prima volta al loro primo Palio. Emozioni uniche, linfa vitale per assicurare ad una delle manifestazioni tra le più belle di Pesaro, almeno per quanto riguarda i giovani, ma anche la città tutta, un ricambio generazionale per portare avanti questo evento aggregante nel proprio quartiere e una riscoperta, allo stesso tempo, del modo di socializzare, ad esempio, con il vicino di casa mentre si organizza la festa del quartiere, o durante una riunione per addobbarlo. Poi, ovvio, c’è alla Rocca il giudice e il carnefice di tutto e di tutti, si lavora tutto l’anno per essere splendidi, colorati, ironici nelle coreografie e si spera sempre esplosivi come le gambe dei corridori che devono portare a casa la vittoria più ambita, cosa che hanno fatto quest’anno, con una superiorità netta, i ragazzi di Santa Maria dell’Arzilla. L’idea, avuta tanti anni fa, se non erro 9, dal suo patron Massimiliano Santini, vive dunque tutto l’anno, per andare in scena in Agosto, trasformando Rocca Costanza in Fossa dei Leoni. La Gara si accende, però, già mesi prima, o forse addirittura non si spegne mai, neppure nei mesi più freddi, come quello che porta al Natale.

Toccante, come sempre, il ricordo e l’omaggio del popolo del Palio a chi guarda da lassù. Il Porto, ad esempio, ha fatto emozionare tutti con la coreografia dedicata al suo ex corridore Nicolas. Ma il Palio è anche sana e vibrante rivalità, che però alla fine finisce in occhiatacce e in scongiuri ai corridori avversari, ma i ragazzi di Pesaro sanno quali sono le regole e le rispettano, perché finalmente c’è un gioco pensato per loro, in una città che ha sempre cercato, fino dall’arrivo del Sindaco Matteo Ricci e dei suoi collaboratori, di creare eventi in loco, per cercare di tenere i nostri ragazzi a Pesaro e non mandarli a morire o a spendere i loro soldi nella vicina Romagna. Perché il Palio ha questa magia, ovvero di contagiare tutti, e poi da quando nei giorni antecedenti ci sono tornei di ogni tipo, da quello di calcetto femminile, di biliardino, di cucina e non manca uno spazio per gli amici a 4 zampe, senza scordarsi dei vari premi come quello della migliore coreografia, quello Avis, ma soprattutto a quello che sta diventando molto apprezzato dedicato alla bellezza delle miss, si può vivere questa manifestazione a tutto tondo. E se anche la corsa, ovviamente, rimane il premio più ambito come uno scudetto o una Champions League nel calcio, esistono anche altre bellissime competizioni e riconoscimenti per i quali i ragazzi lottano e si danno un gran da fare. Pesaro sta riscoprendo le sue origini, in quanto questa bellissima manifestazione da la possibilità di potere sentirsi parte integrante del quartiere, che non diventa più il posto dove vivi, mangi e passi in motorino, ma quello in cui davvero puoi creare legami. Il Palio riesce a piegare anche la mentalità dei social che spesso vogliono i ragazzi soggetti in rete, ma poi li vede diventare oggetti nella realtà, qui no. Un grosso ringraziamento va al Comune di Pesaro, all’Avis, a Massimiliano Santini, a tutti coloro che urlano ancora al cielo “Noi Siamo Pesaro”, e a chi ha ideato lo striscione piazzato proprio sotto quello di Paianini: “Moriremo tutti, ma non di sete…”

Danilo Billi

La gallery dei volti del Palio in collaborazione con il mio gruppo FB Pezaro

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