Purtroppo una ragazza che conosco vittima di violenza

Nella foto ho cercato l’impatto con la violenza grazie ad una mia modella.

E’ successo ormai due mesi fa, quando la mia amica Melissa, per tutti la Mely, poco dopo le 22 dopo che era andata a cena con delle sue amiche, finisce le sigarette, lei fuma le Camel blu, e decide di andare a comperarle alla macchinetta automatica in zona Pentagono. Mentre sta inserendo la tessera sanitaria, e sta frugando nella borsa alla ricerca del portafogli, una mano da dietro le spinge la testa contro la macchinetta. Melissa, ancora sconvolta, mi racconta che sente un dolore pazzesco alla fronte, la testa gira, come l’adrenalina in corpo, la paura la fa sudare freddo e non le viene neppure su il fiato in gola per urlare.

La Mely, in quel momento, piange a dirotto, singhiozza. L’uomo, il bastardo, le prende le 5 euro delle sigarette e gli chiede altri soldi, perché con una mano sola non può frugare agevolmente nella borsa. La Mely, anche se trema, riesce a trovare la forza di cercare lei nel portafogli e gli da tutto quello che ha. Le amiche sono dall’altro lato delle strada, lei le sente in lontananza che parlano del ristorante, del lavoro e di altro, ma non capisce molto, tutto è estremamente ovattato, tremendamente distante ma allo stesso tempo maledettamente vero. Il bastardo prende i soldi e fugge.

Solo allora lei riesce a urlare aiuto e in poco tempo le amiche attraversano e rimangono frizzate nel vedere la nostra amica con il rimmel e il trucco sbavato a mezza faccia e con quel gran livido in fronte, che trema più di una foglia in un notte di vento di bora che fischia dal mare.

Nonostante viene accompagnata e poi visitata dalla guardia medica, la Mely vuole chiudere in fretta quella storia, non fa neppure la denunzia del caso, continua a ripeterci “poteva andare peggio, poteva fare male, poteva poteva…” poi si ferma.

Da quel giorno so che la vita di Melissa è cambiata, le sigarette le compra sempre, due o tre pacchetti, quando i tabacchi sono aperti e per un paio di mesi so che si è sempre fatta accompagnare da amici, moroso e familiari. 

Solo ora che questo Natale finalmente le ha regalato un po’ di serenità, nonostante l’efferato omicidio di via Bovio che raggelato tutti e ci ha fatto scendere tutti con i piedi per terra, regalandoci una Pesaro non poi tanto sicura come tutti ci dicevano, o come forse a noi faceva piacere credere. Ho deciso di pubblicare questo scritto nel mio nuovo blog.

E questo nella speranza, sempre di più, che le ragazze e non solo tengano sempre gli occhi aperti, come quando girano per le strade di Milano o Bologna, ma soprattutto che ancora una volta si dica No alla violenza sulle donne. 

Tutti noi dobbiamo capire che se vediamo qualcosa è nostro dovere almeno chiamare le forze dell’ordine, se comprensibilmente abbiamo paura di intervenire.

Perché la violenza sulle donne o perpetrata alle spalle è l’ultimo rifugio degli incapaci e dei codardi.

Ho voluto usare questa mio scatto realizzato con la collaborazione di una mia amica Alessandra, per sensibilizzare a modo mio il pubblico della rete.

Perché purtroppo la violenza sulle donne rimane uno dei reati, anche a Pesaro, con la il maggior numero di non denuncie per paura e vergona.

Basta cerchiamo di reagire assieme.

Danilo Billi

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